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	<title>Commenti per corrado lo priore, psy.d</title>
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	<link>http://corradolopriore.wordpress.com</link>
	<description>testi di psicologia giuridica, neuropsicologia e psicodiagnostica forense</description>
	<lastBuildDate>Thu, 10 Dec 2009 14:29:59 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Commenti su Definizione di falso abuso ed &#8220;abuso inverso&#8221; di Maria Grazia</title>
		<link>http://corradolopriore.wordpress.com/2008/12/02/definizione-di-falso-abuso-ed-abuso-inverso/#comment-27</link>
		<dc:creator>Maria Grazia</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Dec 2009 14:29:59 +0000</pubDate>
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		<description>Non ho compreso il concetto di &quot;abuso inverso&quot;.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Non ho compreso il concetto di &#8220;abuso inverso&#8221;.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su La Cassazione distingue tra alienazione e mera conflittualità genitoriale di Corrado Lo Priore</title>
		<link>http://corradolopriore.wordpress.com/2008/10/07/la-cassazione-in-tema-di-pas-e-mera-conflittualita-genitoriale/#comment-25</link>
		<dc:creator>Corrado Lo Priore</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Jun 2009 16:33:06 +0000</pubDate>
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		<description>Segnalo nuova recente sentenza (&lt;a href=&quot;http://www.minoriefamiglia.it/download/catania_appello_04022009.pdf&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;Corte di Appello di Catania, 4 febbraio 2009&lt;/a&gt;), che ha fatto propri i principi della 16593/2008.
&lt;a href=&quot;http://www.minoriefamiglia.it/download/nota_ca_catania_04022009.PDF&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;Massima&lt;/a&gt; (affidamentocondiviso.it): «&lt;i&gt;In tema di separazione personale dei coniugi, la mera conflittualità tra i coniugi, pur rendendo oggettivamente difficile la praticabilità dell&#039;affidamento condiviso, non può valere ad escluderlo, nell&#039;interesse della prole, in quanto tale tipo di pronuncia non farebbe che incentivare condotte ostruzionistiche da parte del genitore convivente con i figli, poste in essere al solo scopo di precostituire le condizioni di inapplicabilità del regime legale di affidamento condiviso&lt;/i&gt;»</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Segnalo nuova recente sentenza (<a href="http://www.minoriefamiglia.it/download/catania_appello_04022009.pdf" rel="nofollow">Corte di Appello di Catania, 4 febbraio 2009</a>), che ha fatto propri i principi della 16593/2008.<br />
<a href="http://www.minoriefamiglia.it/download/nota_ca_catania_04022009.PDF" rel="nofollow">Massima</a> (affidamentocondiviso.it): «<i>In tema di separazione personale dei coniugi, la mera conflittualità tra i coniugi, pur rendendo oggettivamente difficile la praticabilità dell&#8217;affidamento condiviso, non può valere ad escluderlo, nell&#8217;interesse della prole, in quanto tale tipo di pronuncia non farebbe che incentivare condotte ostruzionistiche da parte del genitore convivente con i figli, poste in essere al solo scopo di precostituire le condizioni di inapplicabilità del regime legale di affidamento condiviso</i>»</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Definizione di falso abuso ed &#8220;abuso inverso&#8221; di Fausto</title>
		<link>http://corradolopriore.wordpress.com/2008/12/02/definizione-di-falso-abuso-ed-abuso-inverso/#comment-24</link>
		<dc:creator>Fausto</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 May 2009 08:28:08 +0000</pubDate>
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		<description>Sul sito che Le ho segnalato ci occupiamo di raccogliere e catalogare i casi di violenza al femminile (non certo per misoginia ma in quanto raccolte di violenze al maschile ve ne sono già parecchie). Per quanto riguarda le false accuse di abusi il caso più emblematico e che viene documentato spesso sul sito è proprio quello della falsa accusa STRUMENTALE di abuso (qui sta la violenza, sia nei confronti del coniuge, che dei figli, che del sistema): spesso è la via più semplice e diretta per sbarazzarsi della controparte in caso di separazione conflittuale con figli. Quella che Lei chiama &quot;abuso inverso&quot;.
Mi permetto di segnalarLe anche:
http://violenza-donne.blogspot.com/2008/12/violenza-domestica-quando-subire-luomo.html
con uno studio realizzato dall&#039;Ass. GESEF (Genitori Separati dai Figli) che tratta anche di questo argomento (www.gesef.it)
Il centro documentazione Falsi Abusi: www.falsiabusi.it</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sul sito che Le ho segnalato ci occupiamo di raccogliere e catalogare i casi di violenza al femminile (non certo per misoginia ma in quanto raccolte di violenze al maschile ve ne sono già parecchie). Per quanto riguarda le false accuse di abusi il caso più emblematico e che viene documentato spesso sul sito è proprio quello della falsa accusa STRUMENTALE di abuso (qui sta la violenza, sia nei confronti del coniuge, che dei figli, che del sistema): spesso è la via più semplice e diretta per sbarazzarsi della controparte in caso di separazione conflittuale con figli. Quella che Lei chiama &#8220;abuso inverso&#8221;.<br />
Mi permetto di segnalarLe anche:<br />
<a href="http://violenza-donne.blogspot.com/2008/12/violenza-domestica-quando-subire-luomo.html" rel="nofollow">http://violenza-donne.blogspot.com/2008/12/violenza-domestica-quando-subire-luomo.html</a><br />
con uno studio realizzato dall&#8217;Ass. GESEF (Genitori Separati dai Figli) che tratta anche di questo argomento (www.gesef.it)<br />
Il centro documentazione Falsi Abusi: <a href="http://www.falsiabusi.it" rel="nofollow">http://www.falsiabusi.it</a></p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su La Cassazione distingue tra alienazione e mera conflittualità genitoriale di Corrado Lo Priore</title>
		<link>http://corradolopriore.wordpress.com/2008/10/07/la-cassazione-in-tema-di-pas-e-mera-conflittualita-genitoriale/#comment-23</link>
		<dc:creator>Corrado Lo Priore</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Apr 2009 09:37:49 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://corradolopriore.wordpress.com/?p=24#comment-23</guid>
		<description>Segnalo un commentario chiaro e documentato sulla stessa questione:
&quot;Condizioni ostative all&#039;affidamento condiviso&quot;, di Matteo Santini e Maddalena Martino (pubblicato il 6.04.2009 su &lt;a href=&quot;http://www.altalex.com/index.php?idstr=24&amp;idnot=45573&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;AltaLex&lt;/a&gt;)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Segnalo un commentario chiaro e documentato sulla stessa questione:<br />
&#8220;Condizioni ostative all&#8217;affidamento condiviso&#8221;, di Matteo Santini e Maddalena Martino (pubblicato il 6.04.2009 su <a href="http://www.altalex.com/index.php?idstr=24&amp;idnot=45573" rel="nofollow">AltaLex</a>)</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Il &#8220;Rorschach Debate&#8221; di Dr. C.Capasso</title>
		<link>http://corradolopriore.wordpress.com/2008/02/23/il-rorschach-debate/#comment-21</link>
		<dc:creator>Dr. C.Capasso</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Mar 2009 16:12:45 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://corradolopriore.wordpress.com/2008/02/23/il-rorschach-debate/#comment-21</guid>
		<description>Concordo pienamente e aggiungo che da uomo di scienza (magari di serie B o C ma, almeno, cosa sia il metodo scientifico credo di averlo ben chiaro almeno nella sua negazione) sono realmente indignato che non si reagisca duramente a queste che sono a tutti gli effetti pratiche sciamaniche.
Nello specifico ho dovuto subire, nell&#039;ambito della mia causa di separazione, la &quot;somministrazione&quot; del reattivo di Rorschach e pensando di essere corretto nei confronti della paciosa signora che doveva scandagliare in circa un&#039;ora i più profondi recessi della mia psiche (io con la mia intelligenza buona ma non eccezionale è da oltre quarant’anni che la studio e non ci ho cavato grandi certezze), le ho manifestato con molta cortesia e con un garbato uso di citazioni più o meno colte, la mia forte contrarietà sulla pretesa scientificità del metodo (se il buon Rorschach invece che l&#039;hobby della pittura avesse avuto quello della cucina cosa ci avrebbe fatto interpretare, le frattaglie di pollo?!).
Credo di aver commesso un&#039;ingenuità colossale non avendo riflettuto che stavo mettendo in discussione l&#039;essenza di un mestiere e la solidità di uno strumento perfetto per questi tempi in cui della scienza non importa nulla a nessuno e gli psicologi non si vergognano di essere bravi (non tutti per fortuna) soprattutto a comparire in televisione a pontificare del nulla sulle tristi tragedie di un paese allo sbando che deve distrarsi dalla realtà di una vita dura e dal futuro incerto.
In buona sostanza, l&#039;impressione che ho avuto in questo mio (doloroso) contatto con questo mondo, è quella che esista una casta (chi amministra la legge) che è ben contenta di delegare la semplice incombenza di far osservare la legge alla luce del buon senso e della personale capacità di decidere ai membri di un&#039;altra casta (coloro che cercano di dare una spiegazione all&#039;inspiegabile al di là di quelli che sono gli strumenti di progresso della conoscenza e che hanno delle regole ormai ben chiare) che supplisce con automatismo parascientifico (scienza e coscienza? Lasciamo stare la scienza, per piacere) e con arrogante certezza.
Con ciò non intendo assolutamente escludere dal rango delle discipline scientifiche tutte quelle che hanno a che fare con la complessità della mente e delle sue eventuali patologie (di nuovo, il non misurabile è non misurabile per definizione. Umiltà please). 
Ho avuto la fortuna di incontrare nella mia vita e durante la mia esperienza di studi svariate persone di eccelsa levatura scientifica e culturale che hanno dedicato gran parte dei loro studi al tentativo di ampliare la nostra conoscenza dei processi mentali (analisti, psicologi, cibernetici) e mai nessuno di loro si sarebbe sognato di avere nei confronti dei casi della mente un atteggiamento così ottusamente deterministico e fideistico come quello degli adepti del Rorschach.
L’avventura dell’esplorazione delle facoltà e delle anormalità mentali (ma volterrianamente mi chiedo sempre quali possano essere i parametri per definire la “normalità” e quanto questi “dipendano dalle coordinate geografiche”, come la morale) è un’avventura in cui inevitabilmente ci sono due (e solo due) mondi soggettivi che interagiscono e, per usare una sintassi cara ai matematici, se pure esistono delle verità psichiche riguardanti i soggetti coinvolti, probabilmente sono verità non dimostrabili con i teoremi e gli strumenti interni al sistema dei due mondi in questione.
Ciò non esclude che esista la sofferenza psichica nelle sue varie forme e nei suoi gradi di disturbo.
Continuo con la metafora matematica e dico che nonostante sia da oltre duemila anni che ci occupiamo dei numeri primi e della loro disposizione nell’infinito campo dei numeri reali ma nessun matematico si sognerebbe di esibire le certezze che gli sciamani del Rorschach esibiscono senza alcun pudore.
L’interazione tra esseri umani (la coppia paziente-terapeuta o forse sarebbe meglio sofferente-soccorrente) ci è necessaria da sempre per superare le difficoltà della vita affettiva sia che ci si rivolga a un prete, che a un amico o a un’analista e il risultato primo non può che essere l’alleviare la sofferenza. Null’altro.
Trasformare questo rapporto in uno strumento di giudizio ci fa sconfinare in territori pericolosi.
Quanto influisce la cultura, quanto la politica, quanto la forza economica di una coltura rispetto alle altre, et cetera.
Ad esempio, se la cultura dominante (almeno fino ad ora) soprattutto nel campo delle discipline della mente e della psiche non fosse quella Occidentale-Anglosassone così fortemente orientata alla normalizzazione degli individui perché siano il più possibile produttivi e mansueti i parametri decisionali rispetto alla normalità sarebbero gli stessi? 
Nessun fisico o chimico o scienziato degno di questo nome si sognerebbe lontanamente di accettare un’epistemologia così congegnata.
Un’ultima domanda: se l’essere psicologo o psichiatra o analista (e tutte le altre accezioni dell’essere terapeuti delle problematiche psichiche) ha come fine ultimo la guarigione dei pazienti o l’alleviare le loro pene, quanti ne guariscono? I numeri per favore.
A tale proposito un’aneddoto sulla meteorologia raccontato a un tassista romano dal celebre Col.Bernacca. “Sono andato in Inghilterra a un congresso di meteorologia (anni ’70) e ho illustrato in nostri dati sulle previsioni: sono molto attendibili nel 30% dei casi! E una voce dalla sala mi fa:”Datele al contrario.””.
La scienza per fortuna è una cosa affascinante e seria.
L’umiltà nel praticarla è, insieme all’immaginazione e alla tenacia la qualità fondamentale per allargare il campo delle nostre conoscenze.
Almeno fino a che qualcosa o qualcuno falsifica le nostre teorie.
Duro da digerire e meno romantico delle macchie di inchiostro ma è così.
Si faccia qualcosa per contrastare queste cattive pratiche parascientifiche.

Grazie.
Nino Capasso
fisico</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Concordo pienamente e aggiungo che da uomo di scienza (magari di serie B o C ma, almeno, cosa sia il metodo scientifico credo di averlo ben chiaro almeno nella sua negazione) sono realmente indignato che non si reagisca duramente a queste che sono a tutti gli effetti pratiche sciamaniche.<br />
Nello specifico ho dovuto subire, nell&#8217;ambito della mia causa di separazione, la &#8220;somministrazione&#8221; del reattivo di Rorschach e pensando di essere corretto nei confronti della paciosa signora che doveva scandagliare in circa un&#8217;ora i più profondi recessi della mia psiche (io con la mia intelligenza buona ma non eccezionale è da oltre quarant’anni che la studio e non ci ho cavato grandi certezze), le ho manifestato con molta cortesia e con un garbato uso di citazioni più o meno colte, la mia forte contrarietà sulla pretesa scientificità del metodo (se il buon Rorschach invece che l&#8217;hobby della pittura avesse avuto quello della cucina cosa ci avrebbe fatto interpretare, le frattaglie di pollo?!).<br />
Credo di aver commesso un&#8217;ingenuità colossale non avendo riflettuto che stavo mettendo in discussione l&#8217;essenza di un mestiere e la solidità di uno strumento perfetto per questi tempi in cui della scienza non importa nulla a nessuno e gli psicologi non si vergognano di essere bravi (non tutti per fortuna) soprattutto a comparire in televisione a pontificare del nulla sulle tristi tragedie di un paese allo sbando che deve distrarsi dalla realtà di una vita dura e dal futuro incerto.<br />
In buona sostanza, l&#8217;impressione che ho avuto in questo mio (doloroso) contatto con questo mondo, è quella che esista una casta (chi amministra la legge) che è ben contenta di delegare la semplice incombenza di far osservare la legge alla luce del buon senso e della personale capacità di decidere ai membri di un&#8217;altra casta (coloro che cercano di dare una spiegazione all&#8217;inspiegabile al di là di quelli che sono gli strumenti di progresso della conoscenza e che hanno delle regole ormai ben chiare) che supplisce con automatismo parascientifico (scienza e coscienza? Lasciamo stare la scienza, per piacere) e con arrogante certezza.<br />
Con ciò non intendo assolutamente escludere dal rango delle discipline scientifiche tutte quelle che hanno a che fare con la complessità della mente e delle sue eventuali patologie (di nuovo, il non misurabile è non misurabile per definizione. Umiltà please).<br />
Ho avuto la fortuna di incontrare nella mia vita e durante la mia esperienza di studi svariate persone di eccelsa levatura scientifica e culturale che hanno dedicato gran parte dei loro studi al tentativo di ampliare la nostra conoscenza dei processi mentali (analisti, psicologi, cibernetici) e mai nessuno di loro si sarebbe sognato di avere nei confronti dei casi della mente un atteggiamento così ottusamente deterministico e fideistico come quello degli adepti del Rorschach.<br />
L’avventura dell’esplorazione delle facoltà e delle anormalità mentali (ma volterrianamente mi chiedo sempre quali possano essere i parametri per definire la “normalità” e quanto questi “dipendano dalle coordinate geografiche”, come la morale) è un’avventura in cui inevitabilmente ci sono due (e solo due) mondi soggettivi che interagiscono e, per usare una sintassi cara ai matematici, se pure esistono delle verità psichiche riguardanti i soggetti coinvolti, probabilmente sono verità non dimostrabili con i teoremi e gli strumenti interni al sistema dei due mondi in questione.<br />
Ciò non esclude che esista la sofferenza psichica nelle sue varie forme e nei suoi gradi di disturbo.<br />
Continuo con la metafora matematica e dico che nonostante sia da oltre duemila anni che ci occupiamo dei numeri primi e della loro disposizione nell’infinito campo dei numeri reali ma nessun matematico si sognerebbe di esibire le certezze che gli sciamani del Rorschach esibiscono senza alcun pudore.<br />
L’interazione tra esseri umani (la coppia paziente-terapeuta o forse sarebbe meglio sofferente-soccorrente) ci è necessaria da sempre per superare le difficoltà della vita affettiva sia che ci si rivolga a un prete, che a un amico o a un’analista e il risultato primo non può che essere l’alleviare la sofferenza. Null’altro.<br />
Trasformare questo rapporto in uno strumento di giudizio ci fa sconfinare in territori pericolosi.<br />
Quanto influisce la cultura, quanto la politica, quanto la forza economica di una coltura rispetto alle altre, et cetera.<br />
Ad esempio, se la cultura dominante (almeno fino ad ora) soprattutto nel campo delle discipline della mente e della psiche non fosse quella Occidentale-Anglosassone così fortemente orientata alla normalizzazione degli individui perché siano il più possibile produttivi e mansueti i parametri decisionali rispetto alla normalità sarebbero gli stessi?<br />
Nessun fisico o chimico o scienziato degno di questo nome si sognerebbe lontanamente di accettare un’epistemologia così congegnata.<br />
Un’ultima domanda: se l’essere psicologo o psichiatra o analista (e tutte le altre accezioni dell’essere terapeuti delle problematiche psichiche) ha come fine ultimo la guarigione dei pazienti o l’alleviare le loro pene, quanti ne guariscono? I numeri per favore.<br />
A tale proposito un’aneddoto sulla meteorologia raccontato a un tassista romano dal celebre Col.Bernacca. “Sono andato in Inghilterra a un congresso di meteorologia (anni ’70) e ho illustrato in nostri dati sulle previsioni: sono molto attendibili nel 30% dei casi! E una voce dalla sala mi fa:”Datele al contrario.””.<br />
La scienza per fortuna è una cosa affascinante e seria.<br />
L’umiltà nel praticarla è, insieme all’immaginazione e alla tenacia la qualità fondamentale per allargare il campo delle nostre conoscenze.<br />
Almeno fino a che qualcosa o qualcuno falsifica le nostre teorie.<br />
Duro da digerire e meno romantico delle macchie di inchiostro ma è così.<br />
Si faccia qualcosa per contrastare queste cattive pratiche parascientifiche.</p>
<p>Grazie.<br />
Nino Capasso<br />
fisico</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su La Cassazione distingue tra alienazione e mera conflittualità genitoriale di Corrado Lo Priore</title>
		<link>http://corradolopriore.wordpress.com/2008/10/07/la-cassazione-in-tema-di-pas-e-mera-conflittualita-genitoriale/#comment-15</link>
		<dc:creator>Corrado Lo Priore</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Feb 2009 14:43:36 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://corradolopriore.wordpress.com/?p=24#comment-15</guid>
		<description>Il &lt;a href=&quot;http://www.minoriefamiglia.it/pagina-www/mode_full/id_869/&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;sito dell&#039;AIMMF&lt;/a&gt; segnala una sentenza d&#039;appello per affidamento in corso di separazione, in cui si è tenuto conto proprio della Cassazione 16593/2008.

Autorità giudiziaria: Corte d&#039;Appello di Catania
Estensore: Acagnino 
Tipo e data provvedimento: &lt;a href=&quot;http://www.minoriefamiglia.it/download/catania_appello_04022009.pdf&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;sentenza 4 febbraio 2009&lt;/a&gt;

Viene accolto il ricorso di un padre, che si appellava contro la precedente decisione del Tribunale di Ragusa di affidare i figli in via esclusiva all&#039;ex-moglie, in ragione della situazione di conflittualità esistente tra i genitori:
&quot;la doglianza (del padre) è fondata  e deve essere accolta. La Corte di Cassazione, recependo un orientamento ormai consolidatosi nella giurisprudenza di merito, ha sostenuto che, in tema di separazione personale dei coniugi, alla regola dell&#039;affidamento condiviso dei figli possa derogarsi solo ove la sua applicazione risulti &quot;pregiudizievole per l&#039;interesse del minore&quot;, con la duplice conseguenza che l&#039;eventuale pronuncia di affidamento esclusivo dovrà essere sorretta da una motivazione non solo più in positivo sulla idoneità del genitore affidatario, ma anche in negativo sulla inidoneità educativa ovvero manifesta carenza dell&#039;altro genitore, e che l&#039;affidamento condiviso non può ragionevolmente ritenersi precluso dalla mera conflittualità esistente tra i coniugi, poiché avrebbe altrimenti una applicazione solo residuale, finendo di fatto con il coincidere con il vecchio affidamento congiunto. Nel quadro della nuova disciplina relativa ai provvedimenti riguardo ai figli dei coniugi separati, di cui agli art. 155 e 155bis c.c., l’affidamento condiviso si pone non più (come nel precedente sistema) come evenienza residuale, bensì come regola, e non può ragionevolmente ritenersi precluso, di per sé, dalla mera conflittualità esistente tra i coniugi, poiché avrebbe altrimenti un’applicazione solo residuale, finendo di fatto con il coincidere con il vecchio affidamento congiunto; alla regola dell&#039;affidamento condiviso può, pertanto, derogarsi solo ove la sua applicazione risulti pregiudizievole per l&#039;interesse del minore (Cassazione civile, sez. I, 19 giugno
2008, n. 16593). Il Tribunale di Ragusa, con la sentenza impugnata, ha affidato i figli esclusivamente alla madre proprio in considerazione dell’elevata conflittualità esistente fra i coniugi, disattendendo l’art. 155 c.c. che impone al giudice di valutare prioritariamente la possibilità che i figli minori restino affidati ad entrambi i genitori e l’art. 155 bis c.c. che consente l’affidamento esclusivo ad uno dei genitori solo quando l’affidamento all’altro sia contrario all’interesse del minore. Dal combinato disposto di entrambe le norme emergono con chiarezza i principi giurisprudenziali già citati: il giudice può affidare i minori ad uno dei coniugi, in via esclusiva, solo quando il genitore non affidatario abbia posto in essere condotte pregiudizievoli nei confronti della prole. La mera conflittualità fra i genitori, pur rendendo oggettivamente difficile la praticabilità dell’affido condiviso, non può valere ad escluderlo, nell’interesse della prole, in quanto tale tipo di pronuncia non farebbe che incentivare condotte ostruzionistiche da parte del genitore, con cui già vivano i figli, poste in essere al solo scopo di precostituire le condizioni di inapplicabilità del regime, che potremmo definire “legale”, di affido condiviso&quot;.

E&#039; disponibile anche la &lt;a href=&quot;http://www.minoriefamiglia.it/download/nota_ca_catania_04022009.PDF&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;massima commentata&lt;/a&gt; di questa sentenza, da cui citiamo il seguente passaggio:
&quot;Secondo la Corte territoriale: «nella descritta condizione, affidare la prole alla madre, in via esclusiva, equivale a consentirle un arbitrio assoluto che potrà avere solo conseguenze negative sullo sviluppo dei minori».&quot;</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Il <a href="http://www.minoriefamiglia.it/pagina-www/mode_full/id_869/" rel="nofollow">sito dell&#8217;AIMMF</a> segnala una sentenza d&#8217;appello per affidamento in corso di separazione, in cui si è tenuto conto proprio della Cassazione 16593/2008.</p>
<p>Autorità giudiziaria: Corte d&#8217;Appello di Catania<br />
Estensore: Acagnino<br />
Tipo e data provvedimento: <a href="http://www.minoriefamiglia.it/download/catania_appello_04022009.pdf" rel="nofollow">sentenza 4 febbraio 2009</a></p>
<p>Viene accolto il ricorso di un padre, che si appellava contro la precedente decisione del Tribunale di Ragusa di affidare i figli in via esclusiva all&#8217;ex-moglie, in ragione della situazione di conflittualità esistente tra i genitori:<br />
&#8220;la doglianza (del padre) è fondata  e deve essere accolta. La Corte di Cassazione, recependo un orientamento ormai consolidatosi nella giurisprudenza di merito, ha sostenuto che, in tema di separazione personale dei coniugi, alla regola dell&#8217;affidamento condiviso dei figli possa derogarsi solo ove la sua applicazione risulti &#8220;pregiudizievole per l&#8217;interesse del minore&#8221;, con la duplice conseguenza che l&#8217;eventuale pronuncia di affidamento esclusivo dovrà essere sorretta da una motivazione non solo più in positivo sulla idoneità del genitore affidatario, ma anche in negativo sulla inidoneità educativa ovvero manifesta carenza dell&#8217;altro genitore, e che l&#8217;affidamento condiviso non può ragionevolmente ritenersi precluso dalla mera conflittualità esistente tra i coniugi, poiché avrebbe altrimenti una applicazione solo residuale, finendo di fatto con il coincidere con il vecchio affidamento congiunto. Nel quadro della nuova disciplina relativa ai provvedimenti riguardo ai figli dei coniugi separati, di cui agli art. 155 e 155bis c.c., l’affidamento condiviso si pone non più (come nel precedente sistema) come evenienza residuale, bensì come regola, e non può ragionevolmente ritenersi precluso, di per sé, dalla mera conflittualità esistente tra i coniugi, poiché avrebbe altrimenti un’applicazione solo residuale, finendo di fatto con il coincidere con il vecchio affidamento congiunto; alla regola dell&#8217;affidamento condiviso può, pertanto, derogarsi solo ove la sua applicazione risulti pregiudizievole per l&#8217;interesse del minore (Cassazione civile, sez. I, 19 giugno<br />
2008, n. 16593). Il Tribunale di Ragusa, con la sentenza impugnata, ha affidato i figli esclusivamente alla madre proprio in considerazione dell’elevata conflittualità esistente fra i coniugi, disattendendo l’art. 155 c.c. che impone al giudice di valutare prioritariamente la possibilità che i figli minori restino affidati ad entrambi i genitori e l’art. 155 bis c.c. che consente l’affidamento esclusivo ad uno dei genitori solo quando l’affidamento all’altro sia contrario all’interesse del minore. Dal combinato disposto di entrambe le norme emergono con chiarezza i principi giurisprudenziali già citati: il giudice può affidare i minori ad uno dei coniugi, in via esclusiva, solo quando il genitore non affidatario abbia posto in essere condotte pregiudizievoli nei confronti della prole. La mera conflittualità fra i genitori, pur rendendo oggettivamente difficile la praticabilità dell’affido condiviso, non può valere ad escluderlo, nell’interesse della prole, in quanto tale tipo di pronuncia non farebbe che incentivare condotte ostruzionistiche da parte del genitore, con cui già vivano i figli, poste in essere al solo scopo di precostituire le condizioni di inapplicabilità del regime, che potremmo definire “legale”, di affido condiviso&#8221;.</p>
<p>E&#8217; disponibile anche la <a href="http://www.minoriefamiglia.it/download/nota_ca_catania_04022009.PDF" rel="nofollow">massima commentata</a> di questa sentenza, da cui citiamo il seguente passaggio:<br />
&#8220;Secondo la Corte territoriale: «nella descritta condizione, affidare la prole alla madre, in via esclusiva, equivale a consentirle un arbitrio assoluto che potrà avere solo conseguenze negative sullo sviluppo dei minori».&#8221;</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Definizione di falso abuso ed &#8220;abuso inverso&#8221; di Corrado Lo Priore</title>
		<link>http://corradolopriore.wordpress.com/2008/12/02/definizione-di-falso-abuso-ed-abuso-inverso/#comment-13</link>
		<dc:creator>Corrado Lo Priore</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Feb 2009 10:04:36 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://corradolopriore.wordpress.com/?p=50#comment-13</guid>
		<description>La ringrazio per l&#039;interessante segnalazione.
Faccio notare però che la sua rassegna mi pare principalmente rivolta alle false accuse di violenza tra adulti (spesso definite anch&#039;esse &quot;abusi&quot;), mentre il mio articolo intende mirare solo l&#039;ambito degli abusi su minori.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>La ringrazio per l&#8217;interessante segnalazione.<br />
Faccio notare però che la sua rassegna mi pare principalmente rivolta alle false accuse di violenza tra adulti (spesso definite anch&#8217;esse &#8220;abusi&#8221;), mentre il mio articolo intende mirare solo l&#8217;ambito degli abusi su minori.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Definizione di falso abuso ed &#8220;abuso inverso&#8221; di Faustino</title>
		<link>http://corradolopriore.wordpress.com/2008/12/02/definizione-di-falso-abuso-ed-abuso-inverso/#comment-12</link>
		<dc:creator>Faustino</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Feb 2009 10:49:53 +0000</pubDate>
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		<description>Qua una discreta selezione di false accuse strumentali di abuso:
&lt;a href=&quot;http://violenza-donne.blogspot.com/search/label/false%20accuse%20di%20abuso?max-results=100&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;http://violenza-donne.blogspot.com/search/label/false%20accuse%20di%20abuso?max-results=100&lt;/a&gt;</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Qua una discreta selezione di false accuse strumentali di abuso:<br />
<a href="http://violenza-donne.blogspot.com/search/label/false%20accuse%20di%20abuso?max-results=100" rel="nofollow">http://violenza-donne.blogspot.com/search/label/false%20accuse%20di%20abuso?max-results=100</a></p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su MMPI: dove abbiamo sbagliato? di Il mio profilo dell'MMPI - Forum di Psicologia</title>
		<link>http://corradolopriore.wordpress.com/2008/02/24/mmpi-dove-abbiamo-sbagliato/#comment-11</link>
		<dc:creator>Il mio profilo dell'MMPI - Forum di Psicologia</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 15 Feb 2009 18:33:01 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://corradolopriore.wordpress.com/?p=8#comment-11</guid>
		<description>[...]  [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...]  [...]</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Presentato il PDVA, protocollo operativo per i presunti abusi sessuali collettivi di Paolo Faresin</title>
		<link>http://corradolopriore.wordpress.com/2008/12/08/presentato-il-pdva-protocollo-operativo-per-gli-abusi-collettivi/#comment-7</link>
		<dc:creator>Paolo Faresin</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Jan 2009 21:45:58 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://corradolopriore.wordpress.com/?p=72#comment-7</guid>
		<description>Ho letto con interesse il post. La proposta del PDVA mi sembra un buon esempio di come la riflessione critica su come operiamo ogni giorno possa aprire nuove strade da percorrere.

Mi chiedo però se due valutazioni alternative (abuso sì/abuso no) elaborate dallo stesso operatore non si espongano a distorsioni.
Esiste forse il rischio che le proprie opinioni si polarizzino di fronte alla necessaria contrapposizione? O che la seconda valutazione emerga come il &quot;negativo&quot; della prima? Elaborare in prima persona due distinte valutazioni è forse un po&#039; come giocare a scacchi da soli: sembrare possibile perchè non ci accorgiamo che, qua e là, &quot;bariamo&quot; con noi stessi.

Penso sarebbe interessante identificare gli eventuali bias che la doppia valutazione porta con sè e pensare a come prevenirli.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ho letto con interesse il post. La proposta del PDVA mi sembra un buon esempio di come la riflessione critica su come operiamo ogni giorno possa aprire nuove strade da percorrere.</p>
<p>Mi chiedo però se due valutazioni alternative (abuso sì/abuso no) elaborate dallo stesso operatore non si espongano a distorsioni.<br />
Esiste forse il rischio che le proprie opinioni si polarizzino di fronte alla necessaria contrapposizione? O che la seconda valutazione emerga come il &#8220;negativo&#8221; della prima? Elaborare in prima persona due distinte valutazioni è forse un po&#8217; come giocare a scacchi da soli: sembrare possibile perchè non ci accorgiamo che, qua e là, &#8220;bariamo&#8221; con noi stessi.</p>
<p>Penso sarebbe interessante identificare gli eventuali bias che la doppia valutazione porta con sè e pensare a come prevenirli.</p>
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