Cassazione 22238/09 nelle patologie familiari

4 Novembre 2009

E’ recente la pubblicazione della importante sentenza n. 22238 (21.10.2009) della Corte di Cassazione, Sezioni Unite [link alla sentenza integrale] [link al commento], che afferma l’bbligatorietà dell’audizione dei figli minori nel procedimento di modifica delle condizioni della separazione riguardante il loro affidamento:

  • oltre a risolvere questioni in materia di litispendenza e/o connessione  internazionale di procedimenti,  afferma  l’obbligatorietà dell’audizione dei figli minori nel procedimento di modifica delle condizioni della separazione riguardante il loro affidamento, salvo che tale ascolto possa essere in contrasto con i suoi interessi fondamentali e dovendosi motivare l’eventuale assenza di discernimento dei minori che possa giustidficarne l’omesso ascolto. Dovendosi qualificare parti in senso sostanziale, i minori sono portatori di interessi contrapposti o diversi da quelli dei genitori. Costituisce, quindi, violazione del principio del contraddittorio e del giusto processo il mancato ascolto dei minori oggetto di causa” (dal sito dell’AIMMF).

 

(work in progress)

 


La Cassazione distingue tra alienazione e mera conflittualità genitoriale

7 Ottobre 2008

Segnalo una recente sentenza della Corte Suprema in tema di affidamento condiviso e bigenitorialità, che ritengo interessante per la definizione dei confini tra la mera conflittualità genitoriale e quelli che sono invece i cosiddetti fenomeni di alienazione genitoriale (tipo PAS):

Riporto per esteso il passaggio più significativo della motivazione (pagg. 3-4, il grassetto è mio):

Nel quadro della nuova disciplina relativa ai “provvedimenti riguardo ai figli” dei coniugi separati, di cui ai citati artt. 155 e 155 bis, come modificativamente e integrativamente riscritti dalla legge n. 54 del 2006, improntata alla tutela del diritto del minore (già consacrato nella Convenzione di New York del 20 novembre 1989 resa esecutiva in Italia con l.n. 176/1991) alla c.d. “bigenitorialità” (al diritto, cioè, dei figli a continuare ad avere un rapporto equilibrato con il padre e con la madre anche dopo la separazione), l’affidamento “condiviso” (comportante l’esercizio della potestà genitoriale da parte di entrambi ed una condivisione, appunto, delle decisioni di maggior importanza attinenti alla sfera personale e patrimoniale del minore) si pone non più (come nel precedente sistema) come evenienza residuale, bensì come regola; rispetto alla quale costituisce, invece, ora eccezione la soluzione dell’affidamento esclusivo.

Alla regola dell’affidamento condiviso può infatti derogarsi solo ove la sua applicazione risulti “pregiudizievole per l’interesse del minore”.

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MMPI: dove abbiamo sbagliato?

24 Febbraio 2008

Le scienze della psiche sono (per definizione) le scienze della soggettività. Devono (e possono) i loro strumenti di indagine produrre oggettività?

Ce ne parla Umberto Galimberti in un articolo comparso su La Repubblica (“Che cosa si studia oggi nelle facoltà di psicologia?“). L’unico argomento che non condivido affatto con Galimberti è la sua preoccupazione per una deriva “biologico-naturalistica” delle scienze della psiche, che a me sembra invece il loro doveroso approdo epistemologico. Semplice divergenza terminologica forse, poiché per tutto il resto l’articolo di Galimberti è una perfetta sintesi prescrittiva per la psichiatria e la psicologia moderne. Dove si chiede ad esempio di ripartire in modo convinto dalla psicopatologia, dal colloquio, dalla soggettività che regge la fenomenologia.

Galimberti si preoccupa della scomparsa della psicopatologia e del punto di vista soggettivo dai programmi delle facoltà psicologiche: “Obbligatori sono invece gli esami di statistica e di testistica, come se nell’approccio clinico capire cosa passa nel vissuto del paziente avesse decisamente meno rilevanza di quanto non ne abbia rassemblare dati grezzi per indagini statistiche, o somministrare test che danno tanto l’impressione di scientificità, dove è garantita la professionalità dello psicologo anche nel fallimento dell’incontro“.

I test come mera illusione di oggettività? Seguiamo il percorso di Galimberti. Leggi il seguito di questo post »


Lucidi di psicodiagnostica

24 Febbraio 2008

[Novità: aggiornato al 2009]

Pubblico copia liberamente scaricabile (formato .pdf) delle slide utilizzate nel corso del recente seminario tenuto all’Università di Padova (Master in Psicopatologia e Neuropsicologia Forense), in data 9/10 Febbraio 2009, sull’argomento:

La psicopatologia, la psicodiagnostica e i 7 peccati capitali in psichiatria moderna

Lucidi Psicodiagnostica Forense 2009


DSM: il re è nudo

23 Febbraio 2008

Per molti periti e consulenti tecnici attivi nei nostri tribunali, lo strumento psicodiagnostico principe è rappresentato dal Manuale Diagnostico e Statistico DSM-IV-TR (APA, 2000). Sembrano tutti d’accordo su questo punto, guai a toccare il DSM, è il simbolo della scienza psicodiagnostica per la psichiatria moderna. Ma le cose stanno proprio così?

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Oggettività e scienze forensi della psiche: un matrimonio impossibile

23 Febbraio 2008

Contesto l’applicazione della terminologia “oggettivo” o “obiettivo” a qualsivoglia metodica di indagine primariamente psicologica, psichiatrica, psicodiagnostica (sia essa clinica, relazionale, osservativa, testistica ecc.).

A meno di non voler ricadere nel “comportamentismo metodologico”, ovvero l’osservazione formale del comportamento in assoluta astensione dall’inferire alcunché sul vissuto soggettivo e sulle dinamiche psichiche: questa sarebbe però “scienza del comportamento”, non psicologia.

Di conseguenza, ritengo non esista alcuna tecnica di indagine psicologica (propriamente detta), nell’ambito della clinica della salute mentale, che possa fregiarsi di qualsivoglia obiettività.

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Il “Rorschach Debate”

23 Febbraio 2008

L’esperto in tecniche proiettive deve conoscere la reale utilità dei test che andrà ad applicare, le loro potenzialità e i limiti insiti nelle prove stesse. Dovrà, perciò utilizzare gli strumenti di indagine più opportuni in relazione alle richieste specifiche, con cautela e consapevolezza
Associazione Italiana Rorschach, Linee Guida per l’Utilizzazione dei Test Psicologici in Ambito Forense

Come professionista e docente, conduco una campagna di informazione professionale rispetto all’utilizzo del Reattivo di Rorschach e delle altre tecniche proiettive in psicodiagnostica forense. Nel nostro paese, è molto diffusa l’applicazione di tali strumenti di indagine psicologica a fini peritali, sia in ambito civile che penale, eppure tale abitudine dei nostri consulenti contrasta col fatto che dalla ricerca siano emerse ben poche prove che tali strumenti possano fornire risposte valide ed attendibili ai quesiti posti dal giudice.

Sono convinto altresì che lo status scientifico generale di tali tecniche sia molto fragile e questionabile.

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